Di(e)ce, Triage X, Amnesiac kid’z… azione, misteri e solitudine

Pubblicato: 15 dicembre 2011 in Critica e recensione, fumetti, Goen, Novità, Panini Comics, Planet Manga, Tau Beta
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Ieri sera mi sono partata a casa i compiti… Vari manga, una storia di Batman, un paio sui vampiri, Casanova, etc… Lo scopo sempre lo stesso: diffondere il fumetto sotto ogni sua forma e genere.

Oggi eccomi qua a riportare tre brevi recensioni sui manga letti oggi:

  • Di(e)ce
    Questa nuova storia della collezione Shonen Go! edita da GOEN a fine Novembre riporta in fumetteria il filone di Battle Royale, in questo caso più misterioso e soprannaturale. Bisogna però dire che, a differenza del fumetto citato, Di(e)ce è sicuramente più vicino a un gusto tipico del pubblico femminile (o degli amanti del genere yaoi), dato il carattere dei personaggi e l’ambiguità presente nei dialoghi e negli sguardi.
    Detto questo, cosa dire della storia e dei disegni? Il racconto ha un ritmo veloce, che coinvolge immediatamente il lettore… senza però dargli le informazioni necessarie per comprendere appieno la trama. I personaggi infatti non sono caratterizzati in modo distintivo e in alcuni punti sembra di essere stati vittima di un salto temporale che ingarbuglia ancora di più il tutto. Non si comprende bene infatti l’evolversi dell’intreccio, il perché, il rilievo dato a personaggi in teoria secondari (senz peraltro spiegarne “l’origine”)… Speriamo che nei prossimi numeri (6 in totale) la storia e i personaggi vengano sviluppati per dare una maggiore organicità e semplicità al fumetto.
    Per quanto riguarda i disegni, il tratto è molto fine, delicato e preciso, in forte contrasto con le scene di pura azione, in cui il nero e i tratti delle linee sono decisamente più caricati. Lo stile con cui sono disegnati i personaggi, inoltre conferma ancora una volta l’affinità di questo fumetto a un pubblico shojo o yaoi.
    Per finire, credo che questo fumetto mi abbia angosciato per la totale assenza di paura, di coscienza e di umanità che mostrano sia il protagonista (che ragiona come un personaggio virtuale) che il suo compagno. Nel primo caso, mi domando cosa possa portare una persona a gioire all’idea di uccidere. Nel secondo caso, mi sembra assurdo il suo predicar bene e razzolar male, con una freddezza forse più angustiante del primo. Spero davvero che questi due ragazzi non diventino il mito di nessuno.
  • Triage X
    Che dire di questo manga? Scusate la sincerità, ma seguirò il consiglio di un nostro abbonato, che per altro già legge l’altra opera di questo autore, Highschool of the Dead (ebbene sì Emanuele ;P). Questo fumetto può piacere a chi cerca una pura distrazione, caratterizzata da tanti seni e fondoschiena strabordanti e da scene di azione assolutamente esagerate. Per carità, la trama ha una sua struttura: vi sono i famosi 5 punti (chi, che cosa, dove, quando e perche) … ma il tutto sembra comunque un ammasso di idee usate semplicemente per giustificare la messa in mostra di corpi super sexy e armi super accessoriate.
    Cosa posso dire di positivo?
    La cura per i dettagli: uniformi, vestiti, armi, accessori e la moto (soprattutto) sono sempre rifiniti in ogni particolare.
  • Amnesiac Kid’z
    Devo dire che la trama di questo fumetto, almeno per quanto concerne il primo numero, ha una trama interessante. Questo fumetto mostra sin dalle prime vignette un’idea accattivante, personaggi ben caratterizzati e soprattutto intriganti, che riescono a mettere in dubbio la distinzione che sempre tentiamo di attuare: buono o cattivo?
    Il protagonista assomiglia, per intelligenza, sottigliezza e ambiguità, a Lelouche di Code Geass, ma l’autore mantiene su di lui un sottilissimo velo di mistero che invoglia a scoprire di più, incuriosisce e ti porta a desiderare l’arrivo del numero successivo.
    Devo dire però che ho un dubbio: come farà l’autore a svolgere e portare aconclusione questa storia, in soli 3 volumi? Mi sembra sinceramente troppo complessa… Spero di non rimanere delusa alla fine!
    Anche i disegni meritano attenzione: tratto molto pulito, dettagli curati e personaggi molto ben caratterizzati. Devo dire, in conclusione, non male.
    Secondo voi? È possibile che perdere la memoria possa aiutare DAVVERO a ricominciare una nuova vita? casomai più serena?

 

P.S. Per quale motivo ho inserito nel titolo la parola solitudine? Perché credo che questo sia il sentimento che accomuna i protagonisti di questi tre fumetti. Tutti hanno paura di sentirsi soli, eppure tutti non riconoscono gli affetti che li circondano. Triste, no?

L’Annina

 

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