Devil battlin jack murdock“Sono libero, forte e coraggioso”

Parto dalla conclusione. Ebbene sì. Perché è la verità. Perché Battlin Jack Murdock, per quanto infelice, per quanto soffocato dalla corruzione di cui era partecipe e vittima, per quanto non si credesse degno di niente… Era un uomo forte, dal cuore buono e dai sentimenti profondi.
Per chi non lo conoscesse, quest’uomo merita un posto nella storia del fumetto per essere il padre di Devil, l’uomo che ha cresciuto il nostro supereroe e gli ha insegnato la dignità, l’umanità e la forza d’animo. Tutte doti che rendono Devil uno dei pochissimi supereroi da me amati e che ha affascinato e coinvolto i maggiori autori e disegnatori di fumetti (in primis Frank Miller, che negli anni ’70 lo ha reso il supereroe dark per eccellenza).

Parliamo del fumetto. L’idea originale e i disegni sono di Carmine di Giandomenico, a cui la Marvel ha affiancato Zeb Wells, uno dei migliori sceneggiatori Marvel.
Il racconto ha un approccio narrativo piuttosto interessante. È un viaggio introspettivo, il cui fulcro è l’ultimo incontro tenuto da Jack Murdock e dal quale parte il filo rosso che lega i vari flashback vissuti dal protagonista lungo tutti e quattro i round. Il pugile sembra voler tirare le somme della sua vita, quasi fosse consapevole che in ogni caso la sua vita si sarebbe conclusa con la fine dell’incontro. Viene inoltre trattato un tema profondo: il confronto tra debolezza e forza, ovviamente intese dagli occhi di un uomo che ha sempre vissuto attraverso la fisicità questo stesso confronto.
L’obiettivo viene comunque raggiunto: dare il giusto rilievo a un personaggio fondamentale per la vita di Matt Murdock e di Devil.

Dal punto di vista grafico Carmine di Giandomenico guida il lettore verso l’interpretazione corretta di ogni scena, grazie all’uso di colori armonici tra loro, generalmente tenui e sfumati in ogni minimo dettaglio. Il tutto, in contrasto con  la crudezza di ciò che viene narrato e raffigurato, l’ambientazione e la caratterizzazione dei solida e realistica dei personaggi, dà a questa graphic novel un tono malinconico e potrei dire paradossalmente “affettuoso”…

Io mi sono sinceramente affezionata a Jack.
A chi lo consiglio? A chiunque ami Devil, ma anche a chiunque piacciano storie di uomini apparentemente dannati, ma dignitosi, coraggiosi, vissuti con una costante voglia di riscatto… e dal cuore immenso!

L’Annina

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