Credo che questo sia uno dei romanzi a fumetti più complessi che mi sia capitato di leggere e, soprattutto, di “recensire”. invito al massacro TunueSia chiaro, questo è decisamente un complimento… ma da dove iniziare?

Invito al massacro è la storia di Jano Malacarne, un quarantenne lavoratore precario, vittima ancora del legame con sua madre, cinico e ripugnante… ma con un fascino particolare, un qualcosa in cui è facilissimo rispecchiarsi e condividere. Cosa? La voglia di lottare, nonostante la stanchezza e lo scoramento, per mantenere la propria dignità e il proprio Essere. Il protagonista ci accompagnerà infatti verso il suo momento di riscatto, passando attraverso disperazione e malocchi, UFO e contestazione politica, cinismo e amore…
Molti potrebbero pensare che sia impossibile, che stia parlando di follia, ma non è vero. Come Jano, chi davvero vuole cambiare, chi ha ancora una speranza, può trovare la forza interiore per affrontare il mondo e l’Universo. Può cadere, cedere alla stanchezza, ma prima o poi troverà qualcosa che lo spronerà a rialzarsi e a lottare per la propria libertà, per rimanere se stessi.

L’ho detto, non è semplice. Ma bello.
Giovanni Marchese racconta egregiamente la società di oggi partendo dalla caratterizzazione di un paesaggio siciliano e dei suoi personaggi. Ciascuno di essi, infatti, racchiude in sé una peculiarità facilmente identificabile anche nella nostra vita, ovunque noi la viviamo: gli amici stupidi, i vicini bigotti e rompiscatole, le persone apparentemente impegnate e intellettuali (che poi spesso si rivelano pappagalli ignoranti, e così via. Anche il ritmo della narrazione è eccellente, così come è ben congeniata l’intervallanza tra i momenti di riflessione di Jano e quelli cinicamente comici della sua vita quotidiana.
Per quanto riguarda i disegni, Davide Garota sorprende positivamente. La scelta e l’uso dei colori (che ricorda molto Bacilieri in alcuni aspetti), la regia nella disposizione delle vignette, la cura realistica nella raffigurazione di ogni personaggio guidano il lettore ottimamente lungo tutto lo sviluppo della trama.

Cosa devo aggiugere? Credo onestamente che questa non sia una lettura per tutti: chi non si ritrova, in qualche modo, in quanto scritto nella sinossi in quarta di copertina o in questo breve articolo, non credo potrà apprezzare appieno questo romanzo.
Per quanto mi riguarda, penso ne acquisterò qualche copia per regalarla a un po’ di amici, con l’augurio di trovare prima o poi la molla giusta che aiuti a dare una sferzata alla propria vita.
Si può fare, me ne sono convinta io per prima.

L’Annina

 

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